CRITICARTI

Criticarti: rivalutazione del patrimonio artistico del Veneto

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lunedì, 20 febbraio 2006

COS'E' CRITICARTI?

Sotto questo nome, singoli artisti, associazioni artistiche e compagnie teatrali che lavorano nel territorio del Veneto, intendono denunciare l’incapacità, da parte dei media, di presentare al pubblico le attività culturali proposte.

-E’ prassi, ormai, da parte degli operatori culturali, scriversi da sé le presentazioni dei propri lavori per farle uscire sui quotidiani locali e sui portali web specializzati, sostituendosi in parte ai giornalisti.
-E’ rarissimo che a seguito della presentazione di un evento culturale, uno spettacolo, una rassegna ecc. i media rispondano con una recensione/critica, un commento o una testimonianza sulle opere presentate.
-Spesso le rare recensioni sono frutto di conoscenze personali tra artisti e giornalisti.
-E’ probabile che non esistano più giornalisti interessati e/o nelle condizioni di fare recensioni/critiche.
-Gli artisti e gli operatori culturali nel territorio sono numerosi, spesso interagiscono tra loro e hanno mezzi culturali sufficienti per “criticare” le opere artistiche proposte dai colleghi.

Da qui nasce l’idea di creare una rete informale, chiamata appunto CRITICARTI, formata dagli artisti stessi, alla quale attingere per avere una critica/recensione ai propri lavori. Ovvero si decide di usare i mezzi dell’arte per parlare di arte, e metamorfare questo triste stato di cose in un atto artistico, oltre che culturale.

Non volendo affatto sostituire il lavoro della critica, s’intende semplicemente coprire un vuoto, sperando di riuscire a stimolare giornalisti e addetti a interessarsi della proposta, aiutando sia la realizzazione che la pubblicazione/diffusione della stessa. CRITICARTI è soprattutto una proposta per i media, per favorire la visibilità dell’immenso patrimonio culturale del territorio, offrendo loro un prodotto originale, gratuito, trasversale.
postato da: criticarti alle ore 12:11 | link | commenti
categorie: criticarti
giovedì, 16 febbraio 2006

"In vino veritas" è una produzione della compagnia "Carichi sospesi" di Padova. Un monologo di Silvio Barbiero in compagnia del musicista/attore Paolo Tizianel, per la regia di Marco Caldiron. Lo spettacolo è atipico rispetto ai migliaia di confratelli monologhi per lo più civili o comunque del "teatro che fa pensare". In scena viene raccontato da Barbiero, con cadenze decisamente ammalianti, un racconto giallo tratto da Montalbàn. Un giallo, quindi. Le atmosfere sono misteriose, ma forse non così misteriose come ci si apetterebbe, spezzate da momenti comici, forse non così comici come ci si aspetterebbe. Ad accompagnare Silvio Barbiero c'è un musicista, Paolo Tizianel, che non si limita a suonare la colonna sonora originale dello spettacolo. Tizianel è protagonista di incursioni verbali inaspettate perché poche, ben distribuite, e in un dialetto veneto talmente al di fuori della storia da essere irresistibile. Forse anche nel caso di Tizianel ci vorrebbe un po' più di follia. Ecco. Follia. Lo spettacolo è equilibrato, piacevole, ben costruito. Manca però una decisa nota di follia, verbale e fisica, che lo spettatore aspetta, quasi graziato dal non sentire un'altra litania di catastrofi civili e nazionali vergogne, seduto a godersi una storia di fantasmi innocui.

Beppe Casales

postato da: criticarti alle ore 13:05 | link | commenti
categorie: criticarti
martedì, 14 febbraio 2006

Ho ricevuto ieri questo comunicato... un'interessante 'prova dell'esistenza' di CRITICARTI
VR

Associazione Nazionale dei Critici di Teatro
Associazione Nazionale dei Critici Musicali
 
Comunicato stampa

La progressiva rarefazione, in alcuni casi la scomparsa, minacciata e attuata, dell’informazione critica sui fatti che riguardano la vita teatrale e musicale italiana è un dato di fatto e un segnale allarmante. La cultura - già resa marginale nella vita sociale e oltraggiata dalle ricorrenti contrazioni del finanziamento pubblico statale e locale - non è considerata, come ha più volte chiesto il Presidente della Repubblica, un patrimonio da tutelare come elemento primario e insostituibile di progresso.
Condividendo le manifestazioni a favore del diritto al lavoro dei professionisti dello spettacolo che nei mesi scorsi hanno unito artisti e tecnici, autori e operatori, i critici teatrali e musicali ribadiscono che l’esercizio professionale della critica è un mestiere giornalistico specializzato e impegnativo. Utile al pubblico e agli artisti, perché offre strumenti di informazione e documentazione. Indispensabile alla società, perché le recensioni oltre a essere una preziosa notizia e memoria storica dell’attività di interpreti, autori e istituzioni, vigilano sulla qualità della produzione d’arte e sulla conformità e correttezza delle politiche culturali nazionali.
L’attuale contrazione in quantità e qualità dell’informazione specifica su quotidiani, periodici e spazi radiotelevisivi, è un malinteso culturale e un grave errore di valutazione editoriale. I lettori-spettatori, in documentato aumento, esigono un’informazione teatrale e musicale più presente e puntuale, cercano riflessioni culturali ampie e qualificate, non cronache sensazionalistiche. Un numero crescente di spettatori vuole conoscere con regolarità il parere dei critici sugli eventi spettacolari come sui fatti che riguardano la politica e le strategie del mondo dello spettacolo, comprese quelle relative alla formazione scolastico-professionale e ai criteri che disciplinano la distribuzione dei finanziamenti pubblici.
Umiliare la funzione della critica, che è memoria e intervento valutativo consapevole, è un errore di prospettiva storica e culturale. Giornalisticamente controproducente, è un’aperta violazione del diritto all’informazione competente e rischia di diventare una forma di censura preventiva sui fatti della vita teatrale, musicale e ballettistica italiana.

I cittadini spettatori e lettori che non nutrono dubbi sulla funzione della critica, e sono amareggiati e preoccupati dell’attuale situazione, facciano sentire anche la loro voce accanto ai protagonisti dello spettacolo, interpreti e istituzioni, che di questa situazione stanno diventando le prime e più penalizzate vittime.


Il Presidente ANCM Angelo Foletto
Il Presidente ANCT Giuseppe Liotta
postato da: criticarti alle ore 11:53 | link | commenti (1)
categorie: criticarti
lunedì, 13 febbraio 2006

Dopo un po' di tempo...yo-yo

La cosa che inevitabilmente salta all'occhio prima di tutte le altre è l'abbondanza di oggetti in scena. E con l'andare del tempo questa abbondanza ritorna nell'uso delle luci, forse anche della musica registrata. Una scelta non da tutti condivisibile (da me, personalmente, no...).
Poi , gli attori, i cui personaggi non sembrano completamente risolti, specialmente nei passaggi di Andrea si intuisce una certa meccanicità, quasi una mancanza di confidenza col testo. 
Ma se andiamo oltre il reticolato e freniamo per un poco gli appunti e i disappunti che affiorano -numerosissimi- nelle nostre (nella mia) teste di teatranti...se andiamo un poco oltre, troviamo la dolcezza del ricordo, spesso condiviso, e anche per quello ridiamo e sorridiamo. Per me uno spettacolo delicato e poetico.

CarlaVitAnt

postato da: criticarti alle ore 14:57 | link | commenti
categorie: criticarti
giovedì, 09 febbraio 2006

Credo di avere l'onore di aprire questo progetto con la prima critica di criticarti!
Sono Erica di Teatrocontinuo (tutto attaccato!) e scrivo per Via  a proposito di Yo yo.
Cari Beppe e Andrea,
mi accingo a scrivere un modesto “personalissimo criticamento” dopo un po’ di giorni dalla visione del vostro spettacolo. Meglio presto o tardi, cioè meglio a caldo o a freddo? Non lo so, ma non importa.
Come vi ho già detto a voce mi sono divertita. Ora passiamo alle cose serie. Appena entrati nella sala mi sono chiesta il perché in mezzo a tutto quel casino e per tutto quel tempo eravate li a mangiare bagigi. Non mi sono risposta nemmeno alla fine. Non sarebbe potuto essere un tempo utile per prendere confidenza (fra voi) con il tipo di spettacolo che sarebbe cominciato di li a poco? Intendo che non ho avuto l’impressione di vedervi subito “dentro” lo spettacolo, ma vi ci è voluto un poco.
Credo che questa scelta teatrale richieda una certa dose di fresca reattività e che sia molto importante il clima che si riesce ad instaurare con il compagno e con il pubblico. Credo che in questo senso possiate dare molto di più. Premetto che io negli spettacoli non ho pretese di dovere per forza capire ogni cosa, vado più a sensazioni. Da un certo punto in poi mi sono divertita, però alla fine che cosa mi è rimasto? Non tanto l’auto ironia di problematiche sociali che potrebbero essere di tutti noi, ma forse la condivisione e l’amicizia fra due persone sole. Ma mi manca qualche cosa: perché ? E’ una provocazione, chiaramente. Dopo che state li a raccontarmi intimamente i fatti vostri tutto il tempo, perché è chiaro che vi parlate fra voi ma in realtà state parlando a me, alla fine non me ne faccio una ragione. Anche in questo credo che potreste fare molto di più.
L’ambientazione non mi dispiace, ma è bruciata: durante l’attesa dell’inizio dello spettacolo ho già risolto molto di quello che sarebbe accaduto, anche se speravo di sbagliarmi. Era abbastanza ovvio che sareste finiti a letto ed esattamente in quel modo, ma fino alla fine aspettavo una sorpresa che non è venuta. Potrebbe essere sorprendente. Mi sarebbe piaciuto anche vedervi più attivi nello spazio, non troppo, poco e preciso; trovare delle equivalenze o dei contrasti con azione in dialogo con il linguaggio vocale potrebbe dare completezza al tutto. Il testo è bello.
Un’ altra cosa che ho pensato è che i due personaggi sono simili ma che in realtà non lo sono. Intendo che il personaggio di Andrea mi ha convinto, mentre quello di Beppe a tratti non mi pareva centrato, come se dovesse essere più complesso, ancora da indagare, come se la scelta fossa stata fatta troppo di mente, imposta a priori, ma potrebbe essere più “vera”. Non sono sicura di farmi capire ma scrivo ugualmente, e naturalmente dal punto di vista di una collega.
Credo in generale di voler dire che lo spettacolo scorre, è divertente, ma che potenzialmente potrebbe essere di più, e che varrebbe la pena di lavorarci ancora.
Lo so che quasi sempre è così,  che “ma allora non è mai finita!”, cosa volete che vi dica…diciamocelo ugualmente.
Magari mi verrà in mente qualcosa d’altro, ma per ora basta, altrimenti non è mai finita!
Un grazie ed un abbraccio,
Erica
postato da: criticarti alle ore 08:41 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 06 febbraio 2006

Hanno già aderito a CRITICARTI:

  • Associazione VIA
  • Associazione Carichi Sospesi
  • Associazione Abracalam
  • Teatrocontinuo
  • Associazione Theama
  • Centro Studi sull'Etnodramma
  • Associazione Mideando String Quartet
  • Associazione Kairòs
  • Associazione Grumor
  • Libera Cantoria Pisani
  • Gruppo Bubesapràvie
  • Associazione La Torlonga
  • Job for Art - progettazione culturale
  • Andrea Pennacchi
  • Chiara Bortoli
  • Elena Borgatti
  • Lucio Bonaldo
  • Tobia Zanon
  • Luca Francioso
  • Alberto Cacopardi
  • Annagaia Marchioro
  • Alessandro Cendron
  • Claudio Michelazzi
  • Elisabetta Benfatto
  • Carla Vitantonio
  • Valentina Chiochia
  • Debora Petrina
  • Veniero Rizzardi
  • Lucio Bonaldo
postato da: criticarti alle ore 13:41 | link | commenti
categorie: nomi e cognomi